“Il tempo del male”, di Arne Dahl

28 settembre 2017

#TITOLIDIVIAGGIO Titoli di viaggio. Di libri e di treni.

Il tempo del Male”, di Arne Dahl è il più classico dei classici gialli nordici.
Non gli manca un solo ingrediente per essere proprio il tipico giallo nordico svedese.

Stoccolma: la vicenda è ambientata in città e in altri luoghi poco fuori. E’ tutto una via che finisce in -sgatan, alberi ai lati della strada, laghi che spuntano come funghi.
Polizia/Sapo: come sempre loro sono i buoni, ma scava scava qualche mela marcia arriva. Ah, la Sapo, i servizi segreti.. meraviglia!
Il cattivo: non è solo cattivo! E’ super-cattivo, un cattivone assoluto. Senza alcuna pietà.
Noia iniziale: c’è! In effetti per le prime 100 pagine non succede niente, se ne stanno lì da un ufficio a un altro a non capirci niente.
Colpi di scena: ci sono pure questi! Soprattutto sono concentrati nelle ultima 50 pagine. Quelle che si leggono in apnea. Notevolissimo colpo di scena poi nell’ultima pagina. Anzi, nelle ultime righe. Una roba che fa esclamare “Ahhhhhhh. Datemi subito il prossimo episodio!

Tutto questo non mi stupisce, Arne Dahl è uno dei miei preferiti, autore per di più di libri sempre a serie. Anche “Il tempo del male” sarà parte di una serie che –Marsilio editore ti prego sbrigati a pubblicare!– spero arrivi alla svelta sugli italici scaffali di librerie fisiche ed online.

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