Sui pedali fra i filari. Da Prato al Chianti e ritorno, di Emiliano Gucci

SUI PEDALI FRA I FILARI

16 novembre 2015

#TITOLIDIVIAGGIO Titoli di viaggio. Di libri e di treni.

“La prima aria gassata che brucia le narici; soffiarsi il fiato caldo nelle mani, centrare una pozzanghera, bramare la salita perché il vento finisca; le vigne vendemmiate depredate che sanguinano, rossastre, e presto saranno nude, spettrali, dita lunghe e secche che pizzicano le corde dei filari e poi niente, bozzI di legno come morto, che covano la vita spettando primavera”.

“Allora prendo la bici ed esco”.
Inizia così “Sui pedali fra i filari. Da Prato al Chianti e ritorno” di Emiliano Gucci, un libro che da diversi mesi avevo sottomano, ma che fino ad ora avevo ignorato.

Bicicletta e vino. Sono queste le due cose di cui si parla. E se ne parla in modo davvero intimo.
Due passioni che si fondono in queste pagine ricche di storie, aneddoti e persone. Grandi ciclisti del passato più o meno recente, ed aziende agricole che si lasciano notare per la loro maestria.
Le strade fra Prato e Greve in Chianti sono raccontate dal punto di vista di chi da quelle zone, pur conoscendole da una vita, si lascia sorprendere come se fosse la prima volta.
E l’amore per le due ruote, la terra e i sui frutti vien fuori eccome. Quasi mi dimentico della frustrazione che mi provoca il gruppo di ciclisti della domenica in doppia-tripla-fila.
Il vento in faccia e fra i capelli sembra proprio di sentirlo; le gambe che bruciano dalla fatica, anche.
Vien voglia di affondarci le mani nella terra intorno a quei vigneti, fino ad avere le unghie sporche e le mani segnate dal lavoro, come quelle dei contadini che raccontano oggi come era prima.
Il ciclismo non è il “mio” sport, preferisco quelli dove non si gioca da soli, e non sono nemmeno un’esperta di vini, anche se un calice di rosso ha il suo perché, cedo più volentieri a menta, rum e ghiaccio, ma queste pagine sono così dense di riflessioni, immagini, ironia, ammirazione e sudore che chi legge non può non lasciarsi coinvolgere.
La passione esce in modo palpabile dalle pagine e mi viene da chiedermi se ci sia qualcosa di meglio del lasciarsi disarmare dalla bellezza.
Sono piuttosto convinta che la risposta sia no.

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2 commenti su “Sui pedali fra i filari. Da Prato al Chianti e ritorno, di Emiliano Gucci

    • titolidiviaggio il said:

      Grazie del commento Emiliano. Mi fa molto piacere averlo letto (anche se con due giorni di ritardo).

      Giulia

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