“Sto da cani”, di Emiliano Gucci

26 maggio 2016

#TITOLIDIVIAGGIO Titoli di viaggio. Di libri e di treni.

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“Sto cani. Perché non vieni a salvarmi?”

Torno a leggere Emiliano Gucci, dopo che son riuscita a trovare un quasi introvabile “Sto da cani”.
Che poi i cani dovrebbero stare bene, mica male. Non mi va mica bene che i cani stiano male.
In questa storia i cani non ci sono. Ci sono delle persone normali, che fanno cose normali.
Lavorano, studiano, si vogliono bene e si vogliono male.
Fanno grossi errori, provano a rimediare, sbagliano di nuovo. C’è chi dice la verità, c’è chi mente.
Sono persone piuttosto reali, le situazioni raccontate sono molto comuni.
In tutta questa normalità ci si immedesima per forza, o quantomeno non è difficile capirci qualcosa. E’ tutto piuttosto semplice. Lineare.
Però Emiliano Gucci lo racconta bene, non lo fa sembrare noioso, anzi gli dà quel qualcosa in più che spesso nelle cose quotidiane non si vede.

“Sto da cani”, di Emiliano Gucci il trentottesimo titolo dei miei #Almeno60titoli

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