“Il maestro di nodi” di Massimo Carlotto

14 giugno 2016

#TITOLIDIVIAGGIO Titoli di viaggio. Di libri e di treni.

il maestro di nodi

“Mi ritirai nel mio appartamento. Volevo stare solo, per cercare di scacciare con l’alcol quelle immagini spaventose che non volevano andarsene dalla mia mente. Mi attaccai alla bottiglia senza neanche accendere lo stereo. Nessun blues sarebbe stato abbastanza triste.”

L’indagine questa volta riguarda la scomparsa di una donna coinvolta in un pericoloso giro di orge sadomaso e di film hard estremi, di cui il Maestro di Nodi è celebrato regista.
Storia scomoda, truce come non mai. Violenta.
Anche l’Alligatore&friends sono piuttosto scioccati. Schifati.
E proprio per questo non demordono. Anzi.
Come sempre, fiumi di alcool e blues, e dosi massicce di malinconia fanno da sottofondo alla storia.
L’Alligatore è esattamente così. Sul suo volto i sorrisi scarseggiano. La tranquillità non trova spazio nei suoi pensieri.
Quelli cupi invece abbondano.

In “Il maestro di nodi” la trama è vivace, dinamica, non è quella a essere pesante.
E’ la vita di tutti i giorni, la realtà dei fatti, l’evidenza ad essere pesante.

“Il maestro di nodi” di Massimo Carlotto, il quarantaquattresimo titolo dei miei #Almeno60titoli

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