“L’amore del bandito”, di Massimo Carlotto

25 luglio 2016

#TITOLIDIVIAGGIO Titoli di viaggio. Di libri e di treni.

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“L’amore del bandito. Io lo avrei seguito perché non avevo un amore altrettanto forte che mi tenesse legato a una persona o a un luogo. E poi Rossini è un amico. Uno dei due che mi sono rimasti. E in un mondo dove tutti fottono tutti quanti qualcosa vuole pur dire.”

L’amore del bandito” di Massimo Carlotto è l’ennesima dose di uggia e malumore.
L’Alligatore e la sua “banda” fa questo effetto. A me si intende.
La vicenda questa volta è crudele più del solito.
L’indagine fra poliziotti corrotti, spacciatori ed informatori è più tosta del solito, perché va a toccare direttamente uno dei protagonisti.
Il vecchio Rossini gioca più sporco che può pur di riprendersi la sue Sylvie.
La ritrova, è vero. Ma niente sarà più lo stesso.
L’unica via è quella della vendetta più spietata.
Circa 200 pagine che si leggono veloci, ma rimangono pesanti.
Malinconiche. Amare. Dure.
Una tristezza nel cuore infinita.

“L’amore del bandito” di Massimo Carlotto il cinquantaseiesimo titolo dei miei #Almeno60titoli

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