La testimone del fuoco, di Lars Kepler

testimone fuoco

4 novembre 2015

#TITOLIDIVIAGGIO Titoli di viaggio. Di libri e di treni.

I viaggi in treno di questi giorni sono stati piuttosto sonnolenti, un po’ anche a causa del libro che in giornata terminerò.
Si tratta di La testimone del fuoco” di Lars Kepler, terzo episodio con protagonista Joona Linna, il commissario di Stoccolma dal dolce accento finlandese.
Sonnolenza perché fino ai 2/3 l’ho trovato noioso. E’ un volume di quasi 600 pagine.. i due terzi son un bel po’ di parole che avevano l’intenzione di creare suspence. Forse ne hanno creata troppa e si è trasformata in noia screziata di sonnolenza. E di sangue.
Perché sì, di nuovo la coppia di autori (marito e moglie che stanno dietro allo pseudonimo Lars Kepler) non si risparmiano mai sui particolari macabri: in questo caso ci sono due crani fratturati, uno a martellate, uno con una pietra. Il risultato è un lago di sangue su pareti, pavimenti, lenzuola e corridoi.
I due non perdono occasione per ricordarlo per pagine e pagine.
Per me, che la vista del sangue dà un principio di svenimento, poteva basta parecchio meno.

Se finora il giudizio tende al negativo, ci sono delle piccole cose che lo smorzano:

– Stoccolma e la Svezia. Molte vicende son ben localizzate: i giardini di Mariatorget, Wollmar Yxkullsgatan, la rotonda di Karlaplan, le vie di Ostermal. Ecco io ci sono stata in tutti questi posti. E sono splendidi. E mi sembrava di esserci di nuovo.

– I capitoli brevi. Anzi brevissimi. A volte meno di una facciata. Io li apprezzo i capitoli brevi, perché è più facile interrompere la lettura, metterci un segnalibro prima della nuova pagina da iniziare. E poi rendono la lettura più concitata. E in effetti si adatta ad un andamento che per fortuna, nell’ultimo terzo si è fatto finalmente incalzante.

– Il prezzo. Edizione economica la mia. Niente copertina rigida. Carta inutile e peso eccessivo in borsa. Edizione usata per di più. Leggera con pagine sottili, ma solide. 586 pagine con costo unitario poco più di 1 centesimo di euro. Sarà una cosa poco poetica, ma se in un mese i libri letti sono da anni 4 0 5, l’aspetto economico non è da trascurare.

In conclusione, c’è di meglio, c’è di peggio. Non tutte le ciambelle vengono col buco, non tutti i libri possono essere pietre miliari della propria libreria.
Ci sono altri due episodi della serie, e nonostante tutto, nonostante i difetti che trovo a Lars Kepler fin dal primo libro (gli stessi che ha questo), qualcosa mi dice che li leggerò. Swedish wins! Again.

Precedente Piccoli suicidi fra amici” di Arto Paasilinna. O la delusione. Successivo La cosa peggiore dei ritardi in treno