Due scocciatrici e cinque titoli

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9 ottobre 2015

#TITOLIDIVIAGGIO Titoli di viaggio. Di libri e di treni.

Nota negativa di oggi: due signore che si siedono accanto a me in treno, parlando dei fatti loro come se io non ci fossi. A nulla sono valse le mie occhiatacce. Nulla hanno putto le cuffie. Inutile l’aumento progressivo del volume.
Loro, impavide, tengono banco con i compiti e gli allenamenti dei figlioli.
Io, sopporto, ma a fatica.

Nota positiva: treno in orario. Alè. Non un secondo in più con le due era gradito in effetti.

Nota positiva n. 2: ieri pomeriggio è passato il corriere con i miei nuovi acquisti. Circa 1740 nuove pagine mi aspettano. Se non è una nota positiva questa.

Quindi prossimamente faccio fuori:

– La testimone del fuoco, di Lars Kepler

Terzo episodio della serie, il commissario della polizia di Stoccolma Joona Linna alle prese con un delitto crudele e con una testimone che dice di aver visto tutto. Solo che al momento del delitto era a centinaia di km di distanza. Può la polizia credere ad una medium?

– Molto forte, incredibilmente vicino, di Johnathan Safran Foer

L’ho puntato per mesi, sempre non disponibile, fuori catalogo. Ma ora è mio. Il tragico 11 settembre e le conseguenze di una chiave misteriosa. Foer è magnifico, è intenso, è ironico, è tremendo. Non vedo l’ora.
Mi era già stato consigliato qui e non solo.

– Piccoli suicidi fra amici, di Arto Paasilinna

Osservato speciale da tempo. Ma anche in questo caso la ricerca per accaparrarselo è stata lunga. Finalmente l’ho fra le mani. Conosco Paasilinna grazie a “L’uomo che morì come un salmone”, giallo piacevole e molto nordico. Con “Piccoli suicidi fra amici” mi aspetto una via di mezzo fra “Non buttiamoci giù” e “Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve”.

– Lamento di Portnoy, di Philip Roth

Fresco di Premio Nobel perso (come ogni anno) per la prima volta sono di fronte ad un libro di Philip Roth. Inizio con il suo più famoso. Un monologo, un analista, la vita segnata dall’ebraismo. Fra il tragico ed il comico. Esiste una letteratura più ironica di quella di kosher?

– Argento vivo, di Marco Malvadi

Il mio primo Malvaldi extra – Bar Lume. Ma confido nella brillantezza della sua penna.
Per me è uno vispo. E se a qualcuno dico che è vispo gli voglio fare un complimento.

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